Domenica 05 Settembre 2010
La Reale Cantina Borbonica PDF Stampa E-mail
Stemma dei BorboneLa cantina borbonica fu fatta costruire nel 1800 da Ferdinando III, re di Sicilia (divenuto dopo la Restaurazione Ferdinando I Re delle due Sicilie), e rappresenta una delle opere civili più importanti del nostro paese. L’insieme di molti appezzamenti di terreno, fatti acquistare dall’Intendente della Real Commenda, Cav.Felice Lioj, pari a circa 80 salme, costituiva il real podere la cui topografia in 15 tavole fu affidata all’architetto partinicese Giuseppe Patti. Nel podere reale fu costruita una ”incantina di vini, liquori, olii,” con annesso fondaco, bettola e locanda” che formava il centro di raccolta e di vendita dei prodotti dell’Azienda reale. Azienda che poteva contare su una vasta  produzione di frumento,fichi,frutta e verdura, mandorle, orzo, fave, favetta, uva, lenticchie, avena, fagiola moresca, frumento di majorca, fieno, olio, granoturco, ”cocuzze”, sommacco, pari ad una entrata di 1109 onze, tari’ 13 e grana 2. In totale il real podere contava nel complesso 227.748 piante, tra cui 33.847 alberi da frutta, 143,527 viti e poi tante altre piante,tra cui 69 medicinali.
La cantina, su progetto dell’architetto regio Don Carlo Chenchi(o Chenchè) coadiuvato negli ultimi tempi dall’Architetto partinicese Giuseppe Patti, fu ultimata nel 1802, come si può dedurre dalla somma pagata a Don Carlo Chenchi nel mese di aprile di onze 4 e tarì 4, per il saldo per le visite fatte a Partinico il 10 febbraio e il 17 marzo “per la consegna delle opere della Real Cantina” (archivio di Stato-Real Commenda della Magione-Libro di di tavola 1800-1802, Vol. 2159, f.264).
La cantina venne a costare nel complesso 18.000 scudi, comunque ben spesi, osservava lo storico Stefano Marino nel 1855, perché quanto meno dette lavoro a molta gente e poi perché fu punto di riferimento per l’agricoltura del comprensorio.
L’ingresso principale si affaccia sulla strada provinciale per San Cipirrello e attraverso un cancello si entra in una vasta piazza che si divide in tre sezioni di complessivi 1350 metri quadrati.
Angelika Kauffmann (1741-1807), Ferdinando IV di Borbone e la sua famiglia, (1783) Liechtenstein Museum.Al centro del grande atrio troviamo una palazzina che riteniamo preesistente ai corpi aggiunti nel 1800 dall’architetto regio Carlo Chenché. Tale supposizione si basa su due considerazioni: la prima riguarda la posizione della palazzina che risulta simmetricamente posta al centro dell’atrio,così come lo erano le torri del XVI e XVII secolo costruite per difesa e avvistamento; l’altra considerazione deriva dal fatto che la struttura della torre fino ai due terzi della sua altezza è completamente diversa dalla parte superiore. Sulla facciata principale si nota poi una caditoia che è caratteristica delle torri di difesa. Diciamo subito che  non avrebbe senso la sua costruzione per un complesso che aveva solo funzione abitativa e agricolo-industriale e per giunta in un periodo(1800) in cui non se ne presentava più assolutamente la necessità.
Un’ultima notazione di ordine estetico-architettonico riguarda le finestre che riecheggiano nell’architrave una forma catalana e cioè di arco a due volute raccordate in una punta centrale che ce la fa pensare di età federiciana (vedi portale della facciata ovest del castello di Montalbano Elicona-Messina del XIV secolo), costruita probabilmente nel periodo di ripopolamento di Partinico voluto dal re Federico II d’Aragona e III re di Sicilia con diploma dato in Trapani il 20 gennaio 1309.

La facciata del corpo principale.
Interno della cantinaAccanto alla palazzina, separata da un lungo corridoio largo 2 metri, troviamo la cantina, la cui facciata principale dà sull’atrio ed ha tre ingressi di cui uno è stato ostruito dal corpo dei magazzini aggiunti in un secondo tempo. La superficie della cantina è di circa 1000 metri quadrati e l’intero corpo presenta semplici tetti a capanna sul sottostante armonioso gioco di archi ed è diviso in tre navate sorrette da pilastri e archi che si collegano tra loro a crociera.La navata destra e quella di centro sono state lasciate libere e dovevano certamente servire come deposito dei prodotti agricoli dell’azienda reale, che rapprenta un tipico esempio di tipologia agricolo-industriale. La navata sinistra invece è stata chiusa ed è stata utilizzata per la costruzione di silos per i cereali e di un ambiente di circa 66 metri quadrati da usare come palmento.La lunghezza della Cantina è di m. 36,50, mentre, nel sensLe botti grandi, dette carratuna.o della larghezza, la distanza tra i pilastri è di m.8,70.
C’è infine un ambiente sottostante a cui si accede da una scala esterna e i cui gradini sono pure in pietra di Billiemi.in questo ambiente sotterraneo troviamo sulla destra una banchisa per poggiare i sacchi di uva, mentre sulla sinistra ci sono “le tine a muro” per il vino costruite in muratura e vi si notano ancora le bocche, da cui usciva il vino, costruite anch’esse con pietra di Billiemi lavorata, con un foro centrale da cui usciva la “cannella” per versare il vino nei recipienti che venivano portati fuori dal sotterraneo a dorso di mulo o di asino come ci dice ancora Stefano Marino.
Un complesso, che non ha eguali nell’Italia meridionale, di grandi dimensioni, adatto a raccogliere i prodotti del vasto podere reale e che rappresenta, come dicevamo, un tipico esempio di tipologia agricolo-industriale.

Partinico 19 dicembre 2008
 
Tommaso Aiello